25. Atlantide

Stabilire quale sia stata la prima civiltà nata sulla Terra non è affatto una questione semplice. Gli studiosi stanno dibattendo tra loro da anni e non sono ancora arrivati a una soluzione. 
Io scartai tutte quelle “ufficiali”, “scientifiche” e mi concentrai su quella che sembrava la più fantasiosa e inverosimile: Atlantide.
Perché non Atlantide, mi chiesi? In fondo quale altra civiltà si presta meglio di Atlantide a essere stata la prima? E, per di più, fondata da una civiltà aliena? 
Atlantide la misteriosa; la civilizzata. 
Atlantide continente perduto che gli studiosi più accreditati hanno sempre sostenuto non essere mai esistito… 
Ma anche le civiltà extraterrestri sono negate da certi studiosi…
Sì, decisi che mi sarei concentrato su Atlantide.
Ovviamente, non ebbi la pretesa di scoprire dove sorgesse il continente perduto! Ma, non credo si volesse questo da me!
Mi limitai a raccogliere quante più notizie possibili sull’argomento.
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24. Il Pianeta Blu


Il professore amico del capitano e l’astronoma dell’Osservatorio lavorarono alacremente alla decifrazione del messaggio.
Si trattava, sostanzialmente, di un saluto agli abitanti del Pianeta Blu del Sistema Solare (ossia noi).
Chi ci salutava, sosteneva di essere stato il fondatore della prima civiltà terrestre; costruttore delle piramidi e a conoscenza dei segreti del corpo umano.
Sembrerà strano, ma ciò che mi colpì maggiormente fu il riferimento ai segreti del corpo umano. Che segreti nascondiamo nel nostro corpo, mi chiesi?
Per approfondire il significato del messaggio e poter meglio capire chi ce lo aveva mandato, si stabilì che io avrei trovato materiale sulla prima civiltà terrestre; l’astronoma si sarebbe occupata delle piramidi; e il professore dei segreti del corpo umano.
Mentre noi cercavamo informazioni, il capitano e Friedrich sarebbero scesi a terra in cerca di dettagli sull’omicidio del loro collega Mr Brown e Paul sarebbe rimasto a bordo per proteggerci.
A tale ultima notizia, ebbi un crampo allo stomaco. Mi avrebbe protetto o riempito di botte anche stavolta?

Per non pensarci e superare la paura, mi immersi completamente nel compito che mi era stato assegnato. La prima civiltà terrestre…
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23. La proposta


“Cazzo! Paul ci è andato giù duro questa volta!” constatò seriamente dispiaciuto.
“Non è stato Paul: sono caduto dalle scale!” mentii.
“Non dire balle: i pugni di Paul li so riconoscere... Le ho prese anch’io da lui tempo fa e so quanto riesce far male quando vuole” aggiunse. 
Mi scese qualche lacrima e Friedrich, molto teneramente, l’asciugò. Sorrisi. Sorrise e mi baciò sfiorandomi le labbra. Le schiusi ed entrò con la lingua in cerca della mia. Limonammo. 
Poi disse: “Vedrai che capirà”.
“Forse è meglio che mi faccia da parte” ipotizzai.
“Non se ne parla: vi voglio entrambi!”
“Entrambi?” chiesi sorpreso.
“Paul lo sa che non voglio rapporti esclusivi: non sono il tipo da un uomo soltanto”
“Non mi sembra che Paul abbia ben capito il concetto!” esclamai ironico.
“Credo che si senta escluso… e anche un po’ geloso: a Paul tu piaci un sacco, lo so… Ti scoperebbe volentiri, ne sono certo!... E se ti coinvolgessimo nel nostro rapporto a pieno titolo?” propose.
“In che senso?”
“Sì… insomma… se ti facessimo diventare parte della nostra famiglia a tutti gli effetti? Ti piacerebbe? Che ne dici? Così, non saremmo più solo io e Paul o io e te, ma io, tu e Paul”. 
Restai sconcertato. Non seppi che rispondere. 
Dopo qualche istante aggiunse: “No, dico… stanno per arrivare gli alieni che, a quanto ne sappiamo, potrebbero ucciderci tutti e tu stai lì a chiederti se farlo a tre o no?!?”. 
Sorrisi. 
Mi baciò teneramente e sussurrò: “Pensaci”.

22. Un pugno in pieno volto


Un pugno in pieno volto. 
Voglia di vomitare e svenire. 
Ma non svenni, né vomitai. 
La sua mano ferma mi spinse verso il basso e caddi in ginocchio. 
Si sbottonò la patta dei pantaloni e mi urinò in testa. 
Non ebbi alcuna reazione, anche perché, oltre che stordito per il dolore, ero sorpreso.
Sorpreso da quella reazione così... eccessiva.
Avevo, sì, messo in conto che - una volta tornato a bordo - Paul mi avrebbe riempito di botte, ma non pensavo che mi avrebbe colpito in volto lasciando dei segni, né, men che meno, che mi avrebbe pisciato in testa.
Invece, il pugno che mi aveva sferrato mi avrebbe, perlomeno, lasciato un occhio pesto e un labbro spaccato. 
E quel gesto di disprezzo che era il suo pisciarmi in testa mi aveva ferito l’anima, facendomi sentire sporco dentro.
Era, comunque, evidente che voleva che tutti sapessero che le avevo prese.
Quando si rimise l’uccello nei pantaloni, si chinò su di me e sussurrò: “Ovviamente, dirai che sei caduto dalle scale”.
Annuii e sussurrai “Ovviamente”.

21. A fine serata


A fine serata ero frastornato e incredulo. Possibile che quanto ci aveva raccontato il professore era vero? Insomma, un conto è parlarne tra amici e ipotizzare l’esistenza di altre civiltà oltre la nostra, un altro è sentirsi dire dalla bocca di un luminare che siamo stati contattati dagli abitanti di un altro pianeta! Fa un certo effetto!
D’altra parte, c’era poco da fare gli scettici! 
Era un fatto che una sonda terrestre in viaggio verso Plutone aveva spedito delle informazioni.
Un fatto che tale messaggio contenesse immagini di piramidi e un testo in pittogrammi (che all’inizio pensavamo fossero geroglifici). 
Un fatto che ci fosse chi era disposto a uccidere pur di impadronirsi di quel messaggio.
E, allora, perché rifiutarsi di credere all’ovvio?!?