5. Andare oltre

Stare in compagnia di un vecchio e distinto signore non mi dava alcun problema e la mia esitazione ad accettare l’invito non era dovuta a certi timori che, ripeto, non conoscevo!
Avevo esitato perché mi ero chiesto se la proposta di un gelato era un suo modo per valutare se ero disponibile ad “andare oltre”, oppure era un invito “innocente”.
Friedrich - uno dei due figuranti con cui dividevo la camera - ci aveva detto (a me e a Paul, il terzo figurante) che lui “andava oltre” perché voleva tornare in Germania con un bel gruzzoletto che, sicuramente, non sarebbe riuscito a racimolare con le sole mancette che i clienti ci davano in piscina. 
“Mi faccio offrire la cena in qualche locale elegante; regalare una camicia di seta e, quando il vecchio è su di giri, sparo la cifra che serve per portarmi in camera”
“E vai spesso in camera dei clienti?” aveva chiesto Paul.
“Meno di quanto pensassi: spesso si stupiscono sinceramente della mia richiesta di denaro, perché il loro corteggiamento, giurano, era reale e non pensavano di avere a che fare con una marchetta! Figurarsi! Come se fossero davvero convinti che uno come me può andare con uno come loro se non pensa di ricavarci qualcosa!”
“E con quelli che accettano di pagare, fin dove ti spingi?” sempre Paul.
“Dipende da quanto sono stati generosi” rispose evasivo.
“Oh oh!” avevo esclamato.
“Caro mio, noi tedeschi siamo cazzuti e concreti e non romantici e mollicci come i francesi o asessuati e senza palle come voi inglesi!” e mi fece l’occhiolino. 
Avendo colto in Friedrich la volontà di alleggerire l’atmosfera facendo dello spirito, sorrisi, contrariamente a Paul che, forse, non aveva gradito essere definito “molliccio”.