14. La schedina di memoria

“Cristo, muoviti: dobbiamo raggiungere il rifugio” quasi sussurrò mentre mi tirava per un braccio. Così vestito, con una magliettina e un pantaloncino, faticai a riconoscere, nell’uomo che mi trascinava, padre Luca. “Qui siamo troppo esposti” continuò.
“Non capisco…”
“Capirai tra poco” 
“Lo hanno ucciso per rubargli il bastone da passeggio! Assurdo!”
“Ho visto, ho visto… In quel palazzo c’è una nostra base sicura”.

Il posto non era, poi, tanto distante dalla piazzetta del centro commerciale dove ci aveva lasciato il pullman di ritorno dal Teide e dove Mr Brown era stato appena aggredito.
“Ma sicuri da cosa?” chiesi agitato.
“Appena si accorgeranno che il bastone è vuoto, verranno a cercarti” rispose.
“A cercare me?” feci sbalordito mentre entravo nel rifugio.
“Ho già avvertito il comando, Signore” informò solerte il ragazzo che ci accolse.
“Bravo Friedrich!” rispose colui che, in seguito, mi venne spiegato essere il capitano Luca. Restai imbambolato nel vedere Friedrich, il mio compagno di stanza Friedrich, in quel rifugio.
“Questa è la nostra base operativa: puoi metterti comodo e stare tranquillo” mi disse Friedrich per rassicurarmi. Dovevo essere pallidissimo.
“Non c’è tempo da perdere: dobbiamo trovare la schedina” disse risoluto il capitano e aggiunse, rivolto a Friedrich, a mo’ di spiegazione: “Il bastone era vuoto”.
“Ma come può esserne così sicuro?” domandai.
“Gli occhi del segugio erano verdi” e, siccome si rese conto che, a me, la sua spiegazione, non chiariva nulla, aggiunse che gli occhi della testa di cane che faceva da manico al bastone da passeggio cambiavano colore se nella bocca del segugio era infilata una schedina di memoria. “Mr Brown era troppo furbo per tenersi la schedina addosso: ora controlliamo se l’ha nascosta nei tuoi vestiti. Pantaloncini e maglietta” ordinò allungando una mano.
Non mi sfilai gli indumenti, spiegando, con un certo imbarazzo, che d’estate non portavo gli slip.
“Lo so: Friedrich ci ha già informati, ma stai pure tranquillo: il tuo non è il primo uccello che vedo!”
Mi spogliai e gli passai gli abiti che ispezionò meticolosamente, ma senza risultati. Quindi, mi ordinò di rovesciare sul tavolo il contenuto del mio zainetto. Quando vide il mio tablet, la speranza gli si accese negli occhi e disse: “Se siamo fortunati, la schedina è nel tablet”
“Non credo proprio: è sempre rimasto nello zainetto”
“Mr Brown era un tipo veloce e tu non sembri particolarmente sveglio!”. Friedrich faticò a trattenere una risata. Il capitano, nel mentre, aveva già aperto il tablet e ne aveva estratto una schedina di memoria.

Non era la mia schedina di memoria.