15. Non sono pazza


“Buonasera dottoressa” salutò il capitano.
“Mi aveva assicurato che non sarei stata coinvolta in alcun modo!” lo aggredì lei.
“La situazione è precipitata”
“Che è successo?” chiese preoccupata lei.
“Paul non l’ha aggiornata?”
Solo in quel momento mi accorsi che, assieme all’astronoma dell’Osservatorio, era arrivato anche Paul. Non so perché, ma, a quel punto, non mi stupii per quella presenza. D’altra parte, se c’era Friedrich, perché non anche Paul?!
Intanto il capitano mi aveva allungato i pantaloncini che avevo indossato alla velocità della luce. Sicuramente l’astronoma non si era accorta della mia nudità: era troppo agitata per guardarsi in giro e, inoltre, il tavolo mi copriva parzialmente. 

Quando, finalmente, mi vide e mi riconobbe, con lo sguardo cercò Mr Brown e, non vedendolo, si informò su dove fosse.
“Mr Brown è stato ucciso” la informò secco il capitano. 
L’astronoma ebbe un mezzo mancamento e Paul l’aiutò a sedersi e le portò un bicchiere d’acqua. 
“Qualcuno si è accorto delle vostre manovre durante la gita all’Osservatorio e, appena ne ha avuto l’occasione, ha aggredito Mr Brown e si è impadronito del suo bastone da passaggio” concluse il capitano.
“O santo cielo! Mr Brown ucciso... Il bastone rubato... Quindi è tutto perduto?”
“No: la schedina è in mano nostra” la rassicurò il capitano.
“E ora che si fa?”
“Ci aspettano al comando dove potremo verificare se davvero questa fottuta schedina è tanto importante da valere la vita di un agente valoroso e valido”
“Non sono pazza: so cosa ho visto!” fece quasi isterica lei.
“Ma cosa c’è lì dentro?” mi arrischiai a chiedere.
“Foto di piramidi del cazzo” rispose elusivo il capitano.

“E non solo” aggiunse l’astronoma non meno elusiva.