17. La mattina seguente


La mattina seguente, Friedrich, vestito da prete, scesa a terra per indagare, con discrezione, sull’omicidio di Mr Brown.
L’astronoma e un tecnico informatico si dedicarono a decriptare e trasferire su un computer di bordo il contenuto della schedina di memoria.
Il capitano Luca e il suo diretto superiore discussero a proposito del mio ruolo in tutta la vicenda: ero solo un testimone da proteggere o potevo anche essere una risorsa? 
Il capitano propendeva per la seconda ipotesi e voleva che venissi messo al corrente di tutto. In fondo, diceva, ero stato scelto da Mr Brown e, in passato, le sue scelte si erano rivelate sempre molto azzeccate. Vero era che, Mr Brown, ora, era morto…
A Paul era stato dato il compito di insegnarmi qualche rudimento di autodifesa, nel caso che…

Ne approfittai per fare a Paul qualche domanda su Friedrich. 
Il francese rispose svogliatamente e senza troppa convinzione. 
Quando, però, gli chiesi se fosse vero che Friedrich si era sposato sei mesi prima, Paul si fece sospettoso e mi domandò a bruciapelo come facessi a saperlo. Gli risposi che me lo aveva confidato Friedrich stesso.
“Sei davvero una cagna in calore!” mi apostrofò e continuò adirato: “Ci hai tentato con lui ieri notte, vero?”
“Ma che dici!?!” mentii spaventato dal suo sguardo cattivo.
“Non dire balle! Se non ci avessi provato, non ti avrebbe rivelato il suo segreto per giustificare il suo rifiuto di mettertelo dentro!” sempre più aggressivo.
“Eravamo in vena di confidenze notturne!” mentii, tentando di alleggerire la tensione. 
A quel punto Paul mi colse di sorpresa afferrandomi i testicoli con una mano e con l’altra tenendomi per il bavero della camicia. 
“Tieni le mani lontane da mio marito o ti strappo i coglioni” minacciò. Restai sbalordito e giurai su quanto avessi di più caro che tra me e Friedrich non era successo nulla e nulla mai sarebbe successo.

Più tardi constatai come Friedrich e Paul, pur essendomi sembrati così diversi, fossero in realtà assai simili: uno aveva minacciato di tagliarmi la gola e l’altro di strapparmi i coglioni! 
Ora che sapevo come stavano le cose, mi ripromisi di tenermi a distanza di sicurezza da entrambi.

A pranzo, Friedrich ci informò che le indagini non avevano dato alcun risultato; l’astronoma, fiera, dichiarò che era pronta a mostrare a tutti il contenuto della schedina di memoria e il capitano comunicò che si era deciso che io facessi parte della squadra a pieno titolo.
“A che titolo?” mi venne spontaneo chiedere. Non mi venne data alcuna ulteriore spiegazione, ma fu solo ribadito che avrei partecipato a pieno titolo.
Tacqui turbato e compiaciuto allo stesso tempo.