19. Resistere alle torture?


Tornare a casa mi avrebbe dovuto dare gioia, invece ero divorato dall’ansia.
Gli ultimi giorni erano stati sconvolgenti e, per me, nulla poteva essere come prima.
Un uomo che conoscevo appena era stato ucciso e io ero coinvolto, a pieno titolo, in qualcosa di più grosso di me. Qualcosa che, comunque, andava affrontato.
Ora, però, la preoccupazione maggiore era restare vivo e lontano da guai seri. 
Accanto a me, seduto al suo posto, Friedrich dormiva sodo: per lui il pericolo era abitudine, lavoro.
Io, invece, ero talmente agitato che studiavo ogni rumore dell’aereo per scoprire se vi fosse qualcosa di anomalo.
Poi mi convinsi che, per quanto fossero senza scrupoli, coloro che volevano entrare in possesso delle informazioni contenute nella schedina di memoria di sicuro non avrebbero agito in un aereo, dal quale è praticamente impossibile fuggire. Mi tranquillizzai un po’. Potevo stare sicuro fino all’arrivo.

Se mi avessero catturato in aereoporto - mi chiesi stupidamente - sarei riuscito a resistere alle torture senza rivelare quanto sapevo?
Resistere alle torture? Ebbi un brivido: al primo ceffone ben assestato avrei spifferato ogni cosa: mica ero stato addestrato per resistere per giorni a delle torture! 
Avrei detto ogni cosa, ecco la pura verità!
Avrei raccontato della sonda in viaggio verso Plutone. Sonda che si sarebbe dovuta “svegliare” nell’estate del 2015 e che, invece, si era “svegliata” con tre anni d’anticipo e aveva spedito un messaggio all’Osservatorio di Tenerife.
Per ora non avrei potuto dire altro, perché ignoravamo ancora cosa volesse dire quel messaggio. Ci stavamo, appunto, recando a Londra dove avremmo interpellato un esperto in geroglifici del British Museum molto amico del capitano Luca, nella speranza che ci traducesse il messaggio proveniente dallo spazio.
Il mio coinvolgimento nella vicenda? Sfigato a pieno titolo, sarebbe stata la mia risposta. Che mi lasciassero pure andare che non ero un pericolo per loro.

“Cazzo, rilassati!” mi disse Friedrich risvegliatosi.
“Come se fosse facile!”
“Hai paura di volare?”
“Ho paura di morire!” risposi con franchezza.
“Si muore una volta sola!”
“Non è rassicurante”.