20. Pittogrammi

Dopo cena invitammo al nostro tavolo un distinto signore che era seduto poco distante. Scoprii subito trattarsi dell’esperto in geroglifici amico del capitano.
La conversazione si mantenne generica, come si conviene a un gruppo di uomini che si stanno conoscendo davanti a un buon liquore.
“Certo” ipotizzò il professore “se mettessi un messaggio in una bottiglia, dovrei dire chi sono, dove sono e cosa voglio… e dovrei farlo in una lingua conosciuta… Se il mio messaggio, per approdare sulle sponde della terra ferma più vicina, ci mettesse troppo tempo… diciamo qualche secolo… molto probabilmente la lingua che ho usato per scriverlo non sarebbe più pienamente e facilmente compresa da tutti: risulterebbe antica o addirittura sconosciuta”.
“Quindi il rischio è che il messaggio che ho mandato finirebbe nel cestino” intervenne il capitano.
“Prima di buttare un messaggio, chi l’ha trovato lo fa sempre vedere alla persona colta della zona per avere qualche consiglio sul da farsi… E, comunque, se quando ho scritto il messaggio ho previsto che poteva metterci qualche secolo per arrivare a destinazione, sicuramente ho tentato di usare più di una lingua… meglio… più di un modo per comunicare quello che voglio dire”

“Quindi c’è qualche speranza?…”
“Oh, sì… specie se sono stato tanto furbo da usare delle immagini… diciamo immagini che somigliano a una lingua...”
“Geroglifici?” chiese il capitano.
“Diciamo geroglifici, ma non pensiamo solo all’Antico Egitto… Gli egizi non furono gli unici a usarli: pensiamo ai Maya, ad esempio… Ad ogni buon conto, invece di geroglifici, sarebbe più sensato usare dei pittogrammi”
“Faccio fatica a seguire il ragionamento”
“Uhm… Sulle porte in fondo a destra vedete due pittogrammi assai noti che ci dicono, in modo palese, che una porta conduce al bagno degli uomini e l’altra… questi pittogrammi sono conosciuti anche da chi non parla inglese… analogamente, se nel mio messaggio ho esigenza di far sapere che sono un bipede… disegnerò un pittogramma che mi rassomiglia... Se voglio anche indicare che so correre, oltre che stare in piedi, allora farò in modo di rappresentare tale azione”
“Geniale!” esclamò il capitano.
“Ma come faccio, usando solo dei pittogrammi, a comporre un messaggio complesso?” domandai ingenuamente.
“Chi è così evoluto da usare dei pittogrammi per comunicare sa che i messaggi devono essere semplici e chiari… e per spiegare certi concetti, può usare dei segni logici facilmente interpretabili” rispose il professore.
“Un esempio?” intervenne Friedrich e il professore, per rispondere, disegnò su un tovagliolo un uomo, una donna e un bambino stilizzati, mettendo i due adulti all’interno di un cerchio e facendo partire una freccia che dalla donna andava verso il piccolo. Fu chiaro a tutti che il messaggio significava che l’unione tra un uomo e una donna genera un bambino partorito dalla donna.
Sorridemmo sollevati: il messaggio che era custodito nella schedina di memoria poteva essere interpretato.