21. A fine serata


A fine serata ero frastornato e incredulo. Possibile che quanto ci aveva raccontato il professore era vero? Insomma, un conto è parlarne tra amici e ipotizzare l’esistenza di altre civiltà oltre la nostra, un altro è sentirsi dire dalla bocca di un luminare che siamo stati contattati dagli abitanti di un altro pianeta! Fa un certo effetto!
D’altra parte, c’era poco da fare gli scettici! 
Era un fatto che una sonda terrestre in viaggio verso Plutone aveva spedito delle informazioni.
Un fatto che tale messaggio contenesse immagini di piramidi e un testo in pittogrammi (che all’inizio pensavamo fossero geroglifici). 
Un fatto che ci fosse chi era disposto a uccidere pur di impadronirsi di quel messaggio.
E, allora, perché rifiutarsi di credere all’ovvio?!?

Il messaggio era stato spedito da un altro pianeta e aveva usato la nostra sonda come “ripetitore”.
Un altro pianeta abitato dai nostri padri.
A scanso di erronee interpretazioni, dunque, eravamo i figli dei mittenti del messaggio; o, meglio, i lontani discendenti dei loro figli.
Non tutto il contenuto del messaggio era chiaro, per cui fu stabilito che il giorno seguente il professore sarebbe partito con noi per Tenerife.
Io e Friedrich, in mattinata, avremmo recuperato dei libri che servivano all’esperto, mentre il capitano e il suo amico avrebbero sistemato certe faccende burocratiche al British.

In camera ci scambiammo qualche impressione sulla serata e sulle sconvolgenti rivelazioni. 
Friedrich affermò che l’esistenza dei “padri” era più credibile e meno folle dell’esistenza di un dio creatore e fatto di solo spirito. 
Anche l’evoluzione, riferita al genere umano, per lui era ben poco realistica: come poteva essere vero che, da un momento all’altro e senza una vera ragione, avevamo smesso di essere scimmie per diventare uomini? 
Io non seppi che dire. La conversazione morì da sola e il mio compagno di stanza andò in bagno a prepararsi per la notte.
Dopo la doccia, Friedrich si stese completamente nudo sul letto. Temevo quel momento, specie dopo la minaccia di Paul, e, forse, avevo tentato di rimandarlo parlando del messaggio. 
Il momento, però era arrivato e io mi sforzai di far finta di nulla, ma fu più forte di me e stesi una mano verso il suo sesso. Un attimo dopo Friedrich era già steso su di me.
Fu una notte memorabile.

Prima di addormentarci, il mio amante mi sussurrò: “Credo proprio di amarti”.