22. Un pugno in pieno volto


Un pugno in pieno volto. 
Voglia di vomitare e svenire. 
Ma non svenni, né vomitai. 
La sua mano ferma mi spinse verso il basso e caddi in ginocchio. 
Si sbottonò la patta dei pantaloni e mi urinò in testa. 
Non ebbi alcuna reazione, anche perché, oltre che stordito per il dolore, ero sorpreso.
Sorpreso da quella reazione così... eccessiva.
Avevo, sì, messo in conto che - una volta tornato a bordo - Paul mi avrebbe riempito di botte, ma non pensavo che mi avrebbe colpito in volto lasciando dei segni, né, men che meno, che mi avrebbe pisciato in testa.
Invece, il pugno che mi aveva sferrato mi avrebbe, perlomeno, lasciato un occhio pesto e un labbro spaccato. 
E quel gesto di disprezzo che era il suo pisciarmi in testa mi aveva ferito l’anima, facendomi sentire sporco dentro.
Era, comunque, evidente che voleva che tutti sapessero che le avevo prese.
Quando si rimise l’uccello nei pantaloni, si chinò su di me e sussurrò: “Ovviamente, dirai che sei caduto dalle scale”.
Annuii e sussurrai “Ovviamente”.