23. La proposta


“Cazzo! Paul ci è andato giù duro questa volta!” constatò seriamente dispiaciuto.
“Non è stato Paul: sono caduto dalle scale!” mentii.
“Non dire balle: i pugni di Paul li so riconoscere... Le ho prese anch’io da lui tempo fa e so quanto riesce far male quando vuole” aggiunse. 
Mi scese qualche lacrima e Friedrich, molto teneramente, l’asciugò. Sorrisi. Sorrise e mi baciò sfiorandomi le labbra. Le schiusi ed entrò con la lingua in cerca della mia. Limonammo. 
Poi disse: “Vedrai che capirà”.
“Forse è meglio che mi faccia da parte” ipotizzai.
“Non se ne parla: vi voglio entrambi!”
“Entrambi?” chiesi sorpreso.
“Paul lo sa che non voglio rapporti esclusivi: non sono il tipo da un uomo soltanto”
“Non mi sembra che Paul abbia ben capito il concetto!” esclamai ironico.
“Credo che si senta escluso… e anche un po’ geloso: a Paul tu piaci un sacco, lo so… Ti scoperebbe volentiri, ne sono certo!... E se ti coinvolgessimo nel nostro rapporto a pieno titolo?” propose.
“In che senso?”
“Sì… insomma… se ti facessimo diventare parte della nostra famiglia a tutti gli effetti? Ti piacerebbe? Che ne dici? Così, non saremmo più solo io e Paul o io e te, ma io, tu e Paul”. 
Restai sconcertato. Non seppi che rispondere. 
Dopo qualche istante aggiunse: “No, dico… stanno per arrivare gli alieni che, a quanto ne sappiamo, potrebbero ucciderci tutti e tu stai lì a chiederti se farlo a tre o no?!?”. 
Sorrisi. 
Mi baciò teneramente e sussurrò: “Pensaci”.