32. Il Pianeta Nove


Devo ammetterlo: tutto quel parlare di civiltà aliene evolute mi stava facendo viaggiare parecchio con la fantasia. Già mi vedevo a bordo di un’astronave vagare per l’Universo in cerca di nuove forme di vita in pieno stile Star Trek (“Diario di bordo del capitano. Data astrale…”).
A riportarmi con i piedi per terra ci pensò Paul, che, con il suo solito tono scettico, intervenne dicendo:
“Ma questi omini verdi non hanno nulla di meglio da fare che andare e venire dal nostro pianeta? No, dico, prima arrivano, fondano Atlantide, conquistano l’Egitto e il Sud America, poi spariscono nel nulla per andare chissà dove e, ora, tornano? Non vi sembra un po’ strano? E, poi, per quanto ne sappiamo, il messaggio che ci hanno inviato potrebbe essere lì fuori a viaggiare nello Spazio da secoli o millenni, e noi lo abbiamo captato solo ora e per puro caso…”

Nulla da dire: le obiezioni di Paul erano sensate e tutti ce ne stemmo un bel po’ in silenzio. Poi l’astronoma, un po’ timidamente, prese la parola:
“Da anni, gli scienziati più accreditati ipotizzano l’esistenza di un enorme pianeta ai confini del Sistema Solare. Un pianeta grande dieci volte la Terra e con un’orbita talmente allungata che, per ruotare attorno al Sole, ci metterebbe millenni… si stima dai 10000 ai 20000 anni… L’esistenza del Pianeta Nove (così lo chiamiamo tra noi) deve ancora essere provata con certezza, ma i calcoli inducono proprio a ritenere che esso esista davvero e vaghi ai confini del nostro Sistema Solare…”
A questo punto, da vera oratrice consumata, l’astronoma fece una pausa tattica: avevamo bisogno di incamerare e assimilare l’informazione dell’esistenza del Pianeta Nove, un pianeta di cui, io come gli altri, non avevamo mai sentito parlare.
Poi riprese a parlare:
“Nessuno può sapere se si tratta di un pianeta dove può esserci vita… In effetti, così lontano dal Sole, parrebbe di no, ma che ne sappiamo davvero di come si possa vivere ai confini del Sistema Solare?... Ad ogni buon conto, mettiamo pure che ogni 10000 anni il Pianeta Nove si avvicini al Sole e, quindi, alla Terra… potrebbe essere che in quei millenni di distanza, per così dire, ravvicinata si verifichino i viaggi tra un pianeta e l’altro, viaggi grazie ai quali gli abitanti del Pianeta Nove tornano sulla Terra e ne ripartono poi per il loro pianeta”
“Ma perché mai dovrebbero venire a stabilirsi da noi per qualche migliaio d’anni e poi tornarsene sul loro pianeta come nulla fosse?... E, poi, non sono già 9 i pianeti del Sistema Solare?” chiese Paul lanciatissimo.
“Plutone è stato declassato qualche anno fa e, quindi, non è più considerato un pianeta come gli altri… Perché venire da noi? Perché credo proprio non sia un azzardo ipotizzare che quando il Pianeta Nove si avvicina troppo agli altri grandi pianeti del Sistema Solare si verificano, per effetto dei campi gravitazionali, dei catastrofici cataclismi su tutti i pianeti… E, forse, il Pianeta Nove diventa troppo caldo e invibile per i suoi abitanti abituati a stare lontanissimi dal Sole e, quindi, si stabiliscono qui da noi…”
Di nuovo fece una pausa e poi concluse:

“No, il messaggio non è lì da molto: lo avremmo captato prima, dato che sono almeno 40 anni che guardiamo, con ogni strumento, in quella direzione” e tacque.