34. Dei da venerare

“Voglio essere il vostro schiavo fedele e ubbidiente” annunciai convintamente.
“Non… capisco…” balbettò Friedrich.
“Non c’è molto da capire: mi avete proposto di far parte pienamente della vostra famiglia… Accetto, solo che non mi interessa il ruolo di coniuge con uguali doveri e diritti… Non mi sento ancora pronto ad assumere certe responsabilità… Vi voglio, vi voglio entrambi, ma come padroni e signori.”.
“Ma che significa precisamente?” sempre Friedrich, non saprei dire se più dubbioso o più timoroso.
“Vuol dire che sono a vostra completa disposizione: ordinate ed eseguirò alla lettera.”
“E quando non avremo voglia di te?” chiese Paul.
“Me ne starò buono buono ad aspettare un vostro cenno.”.
“E quando sbaglierai?”
“Mi punirete come merito” risposi con convinzione.
Li osservai con attenzione: Friedrich sembrava perplesso, mentre Paul eccitato.
Mi inginocchiai e abbassai lo sguardo, in attesa.
Passarono meno di un paio di minuti e Paul si avvicinò e, con voce imperiosa, mi diede il primo ordine.
Non ebbi esitazioni ed eseguii.
Poco dopo anche Friedrich si unì ai nostri giochi.

Avevo trovato i miei dèi da venerare. Ero felice.