35. Tutto finito?


“Ci hanno assegnato un nuovo incarico” annunciò il capitano.
“In che senso?” chiese il professore.
“Ci hanno tolto questo caso: se ne occuperà un’altra squadra più qualificata”
“Ma questo è inammissibile!” protestò il professore.
“Io ho buttato alle ortiche la mia carriera di scienziata per consegnarvi il materiale top secret dell’Osservatorio!” fece rancorosa l’astronoma.

Mi sentii perso in quanto mi fu subito chiaro che stavo per perdere i miei padroni: chissà a quale caso sarebbero stati assegnati e dove sarebbero stati mandati Friedrich e Paul. Sicuramente, però, io non sarei più stato con loro. 
Ebbi un senso di vertigine: era il panico. La fine di tutto. 
Durò un attimo nel quale pensai solo a come star loro vicino. 
Poi ritornai a dare attenzione alla discussione, nella speranza che da essa potessi capire meglio come sarebbe stato il mio futuro.

“E, poi, che vuol dire più qualificati? Noi siamo qualificati come e quanto gli altri!” intervenne Friedrich. Il capitano gli lanciò un’occhiataccia. Friedrich non abbassò lo sguardo. Il capitano sembrò sorprendersene e indispettirsene. Friedrich se ne avvide e tornò nei ranghi.
“Ha ragione il ragazzo: noi siamo qualificati come chiunque altro!” osservò il professore.
“Probabilmente vogliono semplicemente insabbiare tutto e chi si è visto si è visto… Tutto molto italiano…” fece laconico, sarcastico e rassegnato Paul.
“Io non glielo permetterò” disse spavalda l’astronoma.
“Noi non glielo permetteremo” la spalleggiò il professore, sottolineando con la voce il noi.
“Questa si chiama insubordinazione!” disse serafico il capitano.
“Non lo è affatto: ti ricordo che io, la dottoressa e William siamo civili, non militari!” ribatté il professore. Sobbalzai nel sentirmi chiamato alle armi.
“Noi non nasconderemo al mondo la verità” affermò risoluta l’astronoma ormai tutta calata nel nuovo ruolo di novella Giovanna d’Arco.
“Cautela… consiglio cautela: chi gioca col fuoco…” fece allusivo e minaccioso il capitano. 
Ci scambiammo sguardi d’intesa: meglio non esasperare gli animi e compromettere la situazione. Restammo in silenzio e a capo chino.

“E, poi, fino a quando non catturiamo chi ha ucciso Mr. Brown nessuno può scendere a terra: troppo pericoloso” disse conclusivo il capitano.